Sogno e mistero Visioni oniriche, esoterismi, suggestioni fiabesche, stramberie fantastiche. Ciò che colpisce immediatamente nell'espressione di Marcantonio Bibbiani, giovane artista pisano, è la capacità di dare forma plastica ai sogni senza perdere la vivacità, la magia, le imperscrutabili dinamiche. Nella Sala Grasce del Chiostro di Sant'Agostino un ampio percorso tra complesse simbologie ed una straordinaria arditezza tecnica resa attraverso l'uso della ceramica. Bibbiani narra una storia fantastica, un racconto che si snoda senza seguire nessi logici. In un immaginifico integrarsi di forme e colori, di divinità e suggestioni, l'artista coinvolge lo spettatore in una straordinaria avventura visiva ed emozionale. é evidente il suo interesse ad andare oltre la superficie della ragione, a scavare tra le luci e le ombre del mistero. é dunque con grande piacere che ospitiamo "Racconto di sculture", un linguaggio creativo del tutto originale nel contesto espositivo di Pietrasanta, un significativo assaggio della profonda e complessa personalità artistica di Marcantonio Bibbiani: narratore, grafico, illustratore, scultore ed architetto. L'Assessorato alla Cultura COMUNICATO STAMPA Visioni oniriche, esoterismi, suggestioni fiabesche, stramberie fantastiche. Ciò che colpisce immediatamente dell'espressione di Marcantonio Bibbiani, giovane artista pisano, è la capacità di dare forma plastica ai sogni senza perderne la vivacità, la magia, le imperscrutabili dinamiche, il mistero. Con la mostra "Sculture" Bibbiani presenta, dal 5 al 20 maggio 2007, nella Sala Grasce del Chiostro di Sant'Agostino, a Pietrasanta, un ampio percorso tra complesse simbologie ed una straordinaria arditezza tecnica resa attraverso l'uso della ceramica. In mostra 15 opere recenti con le quali Bibbiani narra una storia fantastica, un racconto che si snoda senza seguire nessi logici. In un immaginifico integrarsi di forme e colori, di divinità e suggestioni, l'artista coinvolge lo spettatore in una straordinaria avventura visiva ed emozionale. E' evidente il suo interesse ad andare oltre la superficie della ragione, a scavare tra le luci e le ombre in un continuo gioco di pieni e vuoti ora risolti in maniera morbida, ora con accesi contrasti cromatici. "La qualità culturale - spiega il critico Ilario Luperini - si esprime attraverso la ricerca di forme complesse che forzano i limiti stessi del "fare ceramica"; i volumi di Marcantonio sono plasmati come se la creta fosse rimasta morbida, allo stato iniziale, e non avesse subito le necessarie e perigliose vicende della cottura, durante la quale, per l'imperizia o per il caso, tutta l'elaborazione creativa può perdersi. Invece, in Marcantonio Bibbiani, anche allo stato finale, l'opera mantiene il calore, la malleabilità e il tepore della creta: ciò significa totale padronanza del processo produttivo che l'artista riesce a piegare, apparentemente senza fatica, alla sua imprevedibile e incontrastata fantasia". "Con "Sculture" di Marcantonio Bibbiani - afferma l'assessore alla cultura Daniele Spina - ospitiamo un linguaggio creativo del tutto originale nel contesto espositivo di Pietrasanta, un significativo assaggio della profonda e complessa personalità artistica di Bibbiani, al tempo stesso narratore, grafico, illustratore, scultore e architetto". |