Il linguaggio del segno Più di qualsiasi altro mezzo, l'arte rimane il veicolo comunicativo universale per eccellenza. Se a questo poi si aggiunge il 'segno', considerato come procedimento visivo di comunicazione del pensiero, ecco che allora il messaggio diviene totale. é quello che avviene con l'esperienza artistica di Alessandro Giorgi, concentrato soprattutto sul rapporto tra concetto e immagine, visiva e/o fonica, che, giocando molto sulla natura percettiva del fruitore, lo coinvolge simultaneamente su diversi livelli. Il messaggio trasmesso è sempre intelligente e richiede un piccolo sforzo intellettuale da parte dell'osservatore, che studiando attentamente l'opera, ne deve ricostruire l'origine e quindi lo scopo. A questo si prestano bene le sue lastre di marmo, incise, dipinte e traforate. Le parole sono frazionate in lettere, grafemi distinti e a sé stanti, come le più piccole unità distintive di un sistema grafico. La comunicazione è allo stesso tempo globale e univoca, immediata e remota. Il linguaggio da bidimensionale diventa tridimensionale, in cui la parola è sia messaggio linguistico che artistico. La cadenza tra pieni e vuoti, colore e candore, detta un ritmo a sé stante, sonoro e visuale, calcolato e perfetto, assolutamente non casuale. Diverso è invece il discorso per le ceramiche, di comprensione più immediata e spontanea, basate anche sul gioco di pochi colori definiti, che animano l'ambiente più raccolto della Sala delle Grasce. L'architetto Giorgi ha già percorso molta strada con il suo lavoro e le sue ricerche. Gli auguriamo di continuare a proporre con successo le sue esperienze artistiche e metalinguistiche. Pietrasanta, novembre 2007 Assessore alla Cultura Dott. Daniele Spina COMUNICATO STAMPA Un viaggio tra emozione ed intelletto nel corpo della parola. Segni grafici scalfiti ed incisi sulla materia stabile e permanente: il marmo. Sonorità, rime, ritmi metrici e visioni sequenziali. Dalla complessa identità della parola scaturisce l'intuizione artistica di Alessandro Giorgi, poliedrico artista toscano, architetto e designer, poeta visuale, che dal 24 novembre al 6 gennaio 2008, interpreta due diversi spazi del chiostro di Sant'Agostino: la sala delle Grasce ed il giardino con un percorso interamente dedicato al rapporto tra concetto e immagine, visione e sonorità, giocando sulla natura percettiva del fruitore. Il messaggio trasmesso è sempre complesso e richiede un piccolo sforzo intellettuale da parte dell'osservatore che, studiando attentamente l'opera, ne deve ricostruire l'origine e quindi lo scopo. Lettere di marmo, incise, dipinte e traforate, installate nel giardino del chiostro. Le parole sono frazionate, distinte, come le più piccole unità distintive di un sistema grafico. La comunicazione è globale e univoca, immediata e remota. Il linguaggio da bidimensionale diventa tridimensionale, la parola diventa messaggio linguistico ed artistico. La cadenza tra pieni e vuoti, colore e candore, detta un ritmo a sé stante, sonoro e visuale, calcolato e perfetto, assolutamente non casuale. Diverso è invece il discorso per le ceramiche, dai coloriti intensi e vivaci, dalle forme morbide e tondeggianti, semplici ed al tempo stesso essenziali, capaci di assumere dimensione e forma del pensiero. Maestose e segrete animano l'ambiente raccolto della Sala delle Grasce come imponenti testimoni del tempo. Un viaggio tra emozione ed intelletto nel corpo della parola. Segni grafici scalfiti ed incisi sulla materia stabile e permanente: il marmo. Sonorità, rime, ritmi metrici e visioni sequenziali. Dalla complessa identità della parola scaturisce l'intuizione artistica di Alessandro Giorgi, poliedrico artista toscano, architetto e designer, poeta visuale, che dal 24 novembre al 6 gennaio 2008, interpreta due diversi spazi del chiostro di Sant'Agostino: la sala delle Grasce ed il giardino con un percorso interamente dedicato al rapporto tra concetto e immagine, visione e sonorità, giocando sulla natura percettiva del fruitore. Il messaggio trasmesso è sempre complesso e richiede un piccolo sforzo intellettuale da parte dell'osservatore che, studiando attentamente l'opera, ne deve ricostruire l'origine e quindi lo scopo. Lettere di marmo, incise, dipinte e traforate, installate nel giardino del chiostro. Le parole sono frazionate, distinte, come le più piccole unità distintive di un sistema grafico. La comunicazione è globale e univoca, immediata e remota. Il linguaggio da bidimensionale diventa tridimensionale, la parola diventa messaggio linguistico ed artistico. La cadenza tra pieni e vuoti, colore e candore, detta un ritmo a sé stante, sonoro e visuale, calcolato e perfetto, assolutamente non casuale. Diverso è invece il discorso per le ceramiche, dai coloriti intensi e vivaci, dalle forme morbide e tondeggianti, semplici ed al tempo stesso essenziali, capaci di assumere dimensione e forma del pensiero. Maestose e segrete animano l'ambiente raccolto della Sala delle Grasce come imponenti testimoni del tempo. |