SCATTI DAL PASSATO >Mens sana in corpore sano", afferma un motto latino.Al di sopra di ogni altra ideologia storico-politica, questa sembra l' idea base che corre come un leitmotiv attraverso le opre incluse nella mostra di Berlino 1936 di Gian Marco Montesano a Pietrasanta.Appare elogio ad una semplice quotidianità, che esalta le piccole gioie della vita e la soddisfazione degli atleti nel celebrare lo sport con grande passione e assoluta dedizione, sono immaginidocumentarie di figure esemplari e statuarie, modelli di bravura e perfezione, che però, nonostante le loro meritevoli prodezze, rimangono sempre anonini.Sono situazioni "sottovuoto"senza possibilità di modifica, in cui l' eventuale azione descritta resta estranea all' osservatore, che non può e non riesce a venire coinvolto dalla scena.Questa presa di distanza dalla realtà, con relativo senso del vuoto e dell' impalpabile, viene ancora più accentuata dall' effetto monocromo dei colori sulla tela, come una fotografia in bianco e nero, che aspetti solo un accenno di colore apportato a mano per entrare in comunicazione con noi, per passare dallo straniamento di una Storia deconsensualizzata ad una Storia fatta di storie vere, vissute nella drammaticità dell' hic et nunc. L' astratta esemplarità di questi campioni acquista forza grazie ad una onnipresenza memoria collettiva, ricordata o riportata che sia.E' una celebrazione di un tempo che non c'è, che forse è stato, ma di cui non abbiamo certezza, ma che sicuramente non si ripeterà a patto che se ne conservi una consapevole memoria:é una dimensione sospesa, irreale nella sua rappresentazione di una realtà immaginata.Ed è così che si trsforma in elemento artistico, in un linguaggio altro, ma universale, onnicomprensibile.E qui risiede la bravira di Gian Marco Montesano,che in questa stagione,Grazie a Della Pina Arte Contemporanea, presenta queste su tele nelle sale dello storico chiostro di Sant' Agostino. Pietrasanta, dicembre 2006 L' ASSESSORATO ALLA CULTURA |