LÕAssessore alla Cultura, Massimiliano Simoni, e il Comune di Pietrasanta, in collaborazione con il Comune di Livorno, il Museo Civico "Giovanni Fattori" e le Province di Lucca e Livorno, sono onorati di presentare Giovanni Fattori: il sentimento della figura, mostra antologica di dipinti, incisioni e disegni del rinomato artista livornese. LÕesposizione sarà corredata da elegante catalogo bilingue, edito da Artout Maschietto Editore, Firenze, con saggio di Andrea Baboni, curatore della mostra stessa. LÕopera di Fattori, figura centrale dellÕOttocento europeo nel suo respiro epico cadenzato sui ritmi quotidiani, è riproposta in questa importante mostra monografica - nella suggestiva sede della Versiliana -incentrata sulla figura umana quale principale protagonista nellÕarte del maestro livornese, colta nelle forme e negli spazi più vari, filtro tramite il quale egli espresse la sua visione del mondo e delle cose. LÕesposizione prevede oltre 160 opere di Fattori tra dipinti, disegni ed incisioni, compresi sette dipinti del Museo Fattori tra cui Mandrie maremmane, capolavoro dellÕArtista. Caratterizza profondamente lÕesperienza artistica di Fattori, come evidenziato negli studi più approfonditi sullÕArtista, la complessa interrelazione delle tante espressioni tecniche, dallÕappunto al disegno, al bozzetto, al quadro finito ed allÕincisione, in un processo continuo di definizioni, rimandi e riproponimenti. La sua produzione risulta innervata su una copiosissima attività grafica costituita in buona parte di appunti disegnati sul vero; è lui stesso che ce lo comunica definendosi: "scrupoloso osservatore della natura che sino da giovane studiai e tenni sempre con me un piccolo album tascabile per tutto ciò che mi colpisce". Anche la pratica dellÕincisione, che scandisce buona parte del lungo percorso creativo di Fattori, si delinea nella complessità di svolgimenti tematici strutturati su riprese e rimandi a disegni e dipinti. Tale andamento per oscillazioni trasversali lungo ampio ventaglio tecnico, presuppone Ð volendo rappresentare con pienezza lÕArtista Ð una ricognizione nei diversi linguaggi, dalle sintetiche tavolette abbreviate ed assolute nella concisione figurativa, alle mirabili espressioni grafiche, più personali ed intime, sino alle vaste tele militari salde e potenti nelle soste o nella concitazione delle battaglie, epiche nelle composizioni di butteri. Il sentimento della figura è il filo conduttore che crea il percorso espositivo enucleato su tre momenti principali: il ritratto o la figura inserita nellÕambiente, ad iniziare dai ritratti impostati secondo tagli tradizionali, a mezzo busto, nei primi anni dalla serrata organizzazione formale di impronta purista, quindi più potenti e plastici quali il mirabile Bersagliere od il Ritratto della terza moglie del Museo Fattori di Livorno, opera tarda ma dallÕalta tensione formale che apre al Novecento italiano, sino alle mirabili "tavolette" tra cui La signora Martelli a Castiglioncello o il Ritratto dellÕAvv. Valerio Biondi, ove la concisione ed il senso plastico propongono straordinarie e nuove forme espressive. "Il più aristocratico senso dellÕeleganza, presiede allÕorganizzazione dei toni, al passaggio dallÕuno allÕaltro, alla loro armonizzazione", scrive Soffici della ritrattistica fattoriana. Finissimi disegni del Museo Fattori di Livorno, riferibili agli anni 1860-1861, spunti di interni borghesi, mostrano acuta capacità di unire lÕintrospezione psicologica allÕestremo rigore formale, mentre le acqueforti, siano ritratti ravvicinati o deliziosi scorci ambientati tra caseggiati e campane, esprimono tutta la straordinaria novità di un artista che offre con vigore nuovi stilemi espressivi al Novecento. La presenza dellÕuomo acquista nuove suggestioni nelle scene di vita e di lavoro ove acquaiole e gabbrigiane, contadini, spaccapietre e carbonai, emergono quali protagonisti silenti. Ma è nella rappresentazione dei butteri che la vena lirica dellÕArtista, unita al vigore espressivo, dà luogo ad alcune tele straordinarie quali Mandrie maremmane del Museo Fattori o La marcatura dei puledri, scene epiche preparate da superbi disegni, tra i più belli dellÕOttocento tutto per forza espressiva del segno e concisione del tratto. Infine Ð ma tematica che attraversa dagli inizi tutto lÕarco creativo dellÕArtista Ð i soggetti militari, interpretati sia nelle brevi tavolette che sintetizzano una sagoma od un gruppo, ma anche nelle più vaste composizioni ove talvolta le figure si accalcano nella concitazione del movimento, talaltra sono interpretate in atteggiamenti dimessi, protagoniste di un dramma quotidiano, quali uomini impacciati entro le divise, stanchi e coperti di polvere. Dunque storiche "tavolette" o altrettanto importanti, vaste tele, straordinari disegni e mirabili incisioni, anche un prezioso taccuino dÕappunti, tracciano un percorso espositivo che sintetizza efficacemente lÕopera di un protagonista della storia dellÕarte e che costituisce un vero e proprio spaccato della terra toscana dellÕOttocento. |