Giorgio Antognazzi
In sintonia con la Materia

inaugurazione:
esposizione: dal 31 maggio al 29 giugno
luogo: Sala delle Grasce - Pietrasanta
orario: 17,30 Ð20,00 / 21,30-23,30 / lunedì chiuso

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not_found Giorgio Antognazzi
ippopotamo,
marmo statuario
2003


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Il riposo del grande maestro, 2003
marmo statuario



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Diana,
Terracotta



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biografia not_found not_found
  PRESENTAZIONE

LÕAssessore alla Cultura, Massimiliano Simoni, e il Comune di Pietrasanta sono lieti di presentare In Sintonia con la Materia, mostra personale di sculture dellÕartista pietrasantese Giorgio Antognazzi. La mostra, che si terrà nellÕintima atmosfera della Sala delle Grasce del Centro Culturale "Luigi Russo" di Pietrasanta dal 31 maggio al 29 giugno 2003, sÕinaugurerà con la partecipazione dellÕartista, sabato, 31 maggio 2003 alle ore 18,00.
Così si esprime Massimiliano Simoni: "Con la mostra del Maestro Giorgio Antognazzi, la raccolta Sala delle Grasce del Centro Culturale "Luigi Russo" si anima di un piccolo borgo di persone occupate nelle loro usuali faccende. I Ôquadri-bassorilievoÕ di terracotta in cornice ci propongono spaccati di calda quotidianità, sia nelle indovinate nature morte, che in anonimi personaggi colti in attimi che durano unÕeternità. I suoi quadri quindi si animano in sculture tridimensionali che iniziano così, uscendo dalla cornice, a prendere corpo in frammenti di vita, in istanti abitudinari di ogni giorno, soffermandosi talvolta a meditare talaltra a godersi i piaceri della vita stessa. E se le terrecotte trasudano umanità, i marmi dalle linee sicure ed essenziali, finemente drappeggiati, ci mostrano figure, dettagli ed oggetti che emergono delicatamente dal marmo - a metà tra la scultura e lÕaltorilievo - con cui hanno trovato un perfetto connubio. La maestria di Giorgio Antognazzi, artista pietrasantese, sta giustappunto nel saper sfruttare la fine conoscenza della materia, derivatagli anche da unÕesperienza trentennale di insegnante allÕAccademia di Belle Arti di Carrara. La fine tecnica e lÕabile mano si combinano con la fantasia, creatività e soprattutto ironia dellÕartista, che riesce così con estro ad esprimerle nelle sue opere."

E così Fabrizio Mismas: "[É] La conoscenza della materia: chi non la possiede intimamente finisce per piegare univocamente ogni materia alla propria maniera e compie un atto prevaricante. LÕAntognazzi che manipola la terracotta è tuttÕaltra cosa da quello che scolpisce il marmo o che trasforma il gesso in bronzo. Questo è il segno di chi della materia sa leggere le vocazioni, esaltare il verso, percepire i suggerimenti e non stravolgere lÕessenza. I rilievi di terracotta sono appena toccati, la pennellata non deperisce nellÕinsistito, si allunga e costruisce su aggetti bassi sino allÕimpercettibile. Non basta: questi rilievi si devono definire pittorici non solo per la qualità della modellazione e per la concezione dello spazio nellÕintegrazione figura-sfondo ma, anche, per la tematica e per lÕintervento finale sulla superficie sempre più lontano dalla patina e sempre più vicino alla pittura. Questa è lÕoriginalità che distingue la terracotta di Antognazzi. Il tema della natura morta, secolare prerogativa della pittura, entra nellÕindice degli argomenti della scultura portandosi a corredo anche le peculiarità stilistiche. SÕinstaura un complesso rapporto dove una disciplina si traveste con i panni dellÕaltra per fondersi in una nuova identità. LÕinterazione scultura-pittura diviene adesso intima e in equilibrio sicuro: la cornice può diventare scultura, il colore definire i rapporti plastici Ð vedi Natura morta con aglio Ð e il gioco delle parti confluire nel gioco degli specchi: nella Natura morta con quadri la scultura diventa quadro che contiene un quadro che rimanda al quadro del primo piano e a quello in esso contenuto.

Nel marmo il clima cambia: la materia chiama la sintesi ed è appagata. LÕassetto plastico si veste di severità e lÕIppopotamo diventa un pretesto per dominare la massa, il morbido susseguire dei volumi. La figura, liberata con una larga e netta scalpellata, emerge tornita e linda [É]."


Luigi Bernardi: "[É] CÕè nelle sculture di Antognazzi unÕattenzione costante alla vita (e talora unÕaffettuosa ironia [É]), ma il presupposto di base rimane pur sempre quello [É] di una grande creatività tecnica che si sposa contenutisticamente con unÕumanità elementare identificata con lÕumanità stessa."